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REQUIEM IN DO MINORE DI LUIGI CHERUBINI
Cori: Botta di
Sotto il Monte, Ghiaie di Bonate Sopra, Locate, Ponte San Pietro e Presezzo. Pietro Mascagni (1863 - 1945)
George Fredrich Haendel (1685 - 1759) Registrato dal vivo a Presezzo il 30 novembre 1996 nella Chiesa dei Ss. Fermo e Rustico
Precedenti esperienze con l’esecuzione della Missa Brevis di Mozart hanno indotto i direttori dei cori a proseguire nella collaborazione per la preparazione di pagine di ampio respiro che non trovano una giusta collocazione nei repertori di una corale nell’ambito parrocchiale.
Nella Messa da Requiem di Cherubini, il corpo del testo, vigoroso e ben plasmato, riceve linfa vitale da una musica suggestiva di estrema e squisita ricercatezza e purezza stilistica, nella sua vasta gamma di toni: ora soffusi di delicato lirismo, ora decisamente drammatico, talora festosi, sempre comunque ricchi di pathos. A livello iconografico suggerisce l’immagine di un arcobaleno, nel quale bene convivono le tinte delicate e quelle accese. Lungo la sua naturale curvatura si succedono e talvolta si mescolano sentimenti e stati d’animo diversi. L’introito e il graduale simboleggiano il motore del cristiano: la sua fede nella clemenza divina. Le voci accorate e sussurrate chiedono a Dio il dono della vita eterna per i defunti. Nel Dies Irae, la trepidazione e il timore, nell’attesa del giudizio uni-versale, sfociano in toni più accesi. L’offertorio è l’acme: qui canta la speranza nella pro-messa fatta ad Abramo ed alla sua discendenza: la meta agognata, la luce di Dio. Ideal-mente si apre lo scenario su una folla sterminata di fedeli con le mani protese verso l’alto: la loro supplica è un coro possente, armonioso, ben scandito. Il Sanctus è il tributo di gioia al padre celeste; poi seguono Pie Jesu e Agnus Dei: i toni via via si affievoliscono, si adagiano, sfumano in un’atmosfera composta e serena.
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