§
REQUIEM in do minore di Luigi Cherubini (1760-1842)
per soli, coro a quattro voci e orchestra
1.
Requiem e Kyrie
2.
Graduale
3.
Dies
Irae
4.
Domine Jesu Coriste
5.
Hostias et preces
6.
Sanctus
7.
Pie
Jesu
8.
Agnus Dei
§
GLORIA in re maggiore di Antonio Vivaldi (1678-1741)
per soli, coro a quattro voci e orchestra
9.
Gloria in excelsis Deo
10.
Et
in Terra Pax
11.
Laudamus Te
12.
Gratias agimus tibi
13.
Domine Deus
14.
Domine Fili Unigenite
15.
Domine Deus Agnus Dei
16.
Qui
tollis peccata mundi
17.
Qui
sedes ad dexteram
18.
Quoniam Tu solus Sanctus
19.
Cum
Sancto Spiritu
Registrazione live
effettuata da ‘Macedonia studio’ di San Pellegrino Terme
il 12 novembre 2006 presso l’Auditorium dell’Oratorio “Giovanni Paolo II”
Interpreti
Coro : CAPPELLA POLIFONICA DI LOCATE
L’orchestra
stabile ha un organico omogeneo di 20 elementi quasi tutti residenti nel raggio
di pochi chilometri dalla sede che si trova presso il Teatro del Popolo di
Gallarate.
La Camerata
organizza la stagione musicale “Incontr…Arti” giunta ormai alla quarta edizione,
che le consente di preparare 18 nuove produzioni all’anno, raggiungendo il
ragguardevole numero di cinquanta concerti all’anno con direttori e solisti di
chiara fama.
Il repertorio
dell’orchestra spazia attraverso ogni epoca e stile con una particolare
predilezione alla riscoperta del repertorio italiano del novecento storico.
Nel dicembre 2004
ha preso parte alle manifestazioni per la riapertura del Teatro alla Scala
organizzate dall’Assessorato Grandi Eventi di Milano mettendo in scena alcune
opere buffe del ‘700 italiano.
Nel settembre 2005
ha eseguito in prima esecuzione mondiale moderna l’opera di S.Mayr “Il caretto
del venditor d’aceto” da cui verrà prodotto un CD
PierAngelo Pelucchi, direttore
Si è diplomato in Direzione d’Orchestra, Composizione,
Pianoforte, Clavicembalo, Musica Corale e Direzione di Coro, Strumentazione
per Banda, Canto Didattico, Canto Artistico, presso i conservatori di
Bologna, Verona e Bari. Per la direzione d’orchestra ha inoltre compiuto gli
studi accademici presso il Mozarteum di Salisburgo e la Musikhochschule
di Vienna.
Titolare della cattedra di Armonia presso il
Conservatorio “Jacopo Tomadini” di Udine, tiene Masterclass in vari
conservaori europei (fra cui Siviglia e Mannheim) sull’Opera italiana
del Settecento e del primo Ottocento.
Alessandra Gavazzeni, soprano
Nata a Bergamo, ai corsi universitari di giurisprudenza ha
affiancato lo studio del canto, inizialmente con Jolanda Torriani e poi con
Ottavio Garaventa.
Ha frequentato le Sommerakademie del Mozarteum di
Salisburgo con Elizabeth Schwarzkopf e Iris Adami Corradetti. Si è distinta in
alcuni concorsi e laboratori lirici internazionali, risultando vincitrice per
le opere Le nozze di Figaro e Un ballo in maschera.
Fernanda Colombi, mezzosoprano
Si è diplomata in Canto Artistico presso il “ Civico Istituto
Musicale G.Donizetti” di Bergamo e si è perfezionata con il tenore Carlo
Bergonzi . Ha frequentato poi l’Accademia Chigiana di Siena per due estati
consecutive ottenendo in entrambe il diploma di merito. Il suo debutto sul
palcoscenico è avvenuto a Reggio Emilia presso il Teatro Municipale “ R. Valli”
dove, nel ruolo di Beppe, ha partecipato con successo personale all’allestimento
dell’Amico Fritz di P. Ma scagni. La direzione era affidata al M° Stefano
Ranzani.
Sergio Rocchi, tenore
Nato a Bergamo, ha
intrapreso lo studio del canto con il soprano Iride Portesani. Ha partecipato a
diverse edizioni del “Festival Donizettiano”, lavorando con direttori quali:
.L.Koenig, R.Abbado, V.Delman, D.Renzetti e G.Gavazzeni con il quale ha inciso
dal vivo alcune opere. Ha inciso diversi CD tra i quali il “Miserere Solenne” e
“Le Sette Parole di Cristo in Croce” di G.Pedemonti con la direzione di
G.Gavazzeni
In occasione del
“Bicentenario Donizettiano” ha cantato in: “Lucia di Lammermoor” con la regia di
E.Olmi, “Elisir d’amore” e “Don Pasquale” e come protagonista della prima
esecuzione mondiale de: “L’ira d’Achille” di G. Donizetti.
Bruno Rota,
baritono
Baritono
bergamasco, ha compiuto gli studi musicali sotto la guida del cantante Romano
Roma. Collabora assiduamente con varie istituzioni fra cui la Cappella di S.
Maria Maggiore in Bergamo e la Fondazione Donizetti (esecuzione di brani inediti
di Donizetti da Casa Lechi, Bs ). Ha partecipato alla cerimonia di
Beatificazione di SS. Giovanni XXIII e recentemente all’esecuzione della
Passione secondo S. Marco di L. Perosi nell’aula Paolo VI in Vaticano alla
presenza di sua Santità Giovanni Paolo II, in occasione del centenario del MOTU
PROPRIO di San Pio X, con la direzione di P. Pelucchi.
Presentazione del
concerto
Celebriamo un
anniversario particolarmente significativo: cento anni di attività,
ininterrotta. Un compleanno importante per il nostro gruppo che si intreccia con
un secolo di storia della comunità di Locate. Intere famiglie hanno condiviso
l'esperienza del coro coinvolgendo tre o quattro generazioni. Per cantare nel
coro...
Ci siamo sentiti
trasmettere il calore delle solenni liturgie, intense di luce, intense di
fede, intense di tanta voglia di esprimere i sentimenti della gioia, o in
qualche momento, del dolore, sempre illuminati dalla speranza che con la musica
profumo d'incenso, suono dell'organo, preghiera e canto si fondessero in mistica
implorazione della benedizione di Dio Padre.
Ci siamo sentiti
trasmettere l'impegno delle lunghe serate spese a svolgere intricate matasse di
note non sempre adatte alla nostra vocalità o alla nostra conoscenza musicale:
assiduità di presenza alle prove, attenzione ai richiami, spesso severi dei
maestri, passione per la ricerca della novità ed attesa del momento
dell'esecuzione per stabilire che la prossima sarà ancora migliore.
Ci siamo sentiti
trasmettere la simpatia dei momenti di amicizia: le gite, le feste dei
compleanni, gli addii ai celibati, le serate dedicate alle goliardiche ricerche
di nuovi talenti.
Ci siamo sentiti
attorno la passione dei nostri sostenitori, sempre presenti per ascoltarci anche
in sedi spesso irraggiungibili.
Celebriamo la
festa con la musica: il maestro Pierangelo Pelucchi ha accettato di offrire la
sua grande competenza, seguendoci nelle prove decisive e portando con sè una
grande orchestra ed affermati solisti.
Il coro proporrà
due itinerari distinti: il primo, con il Requiem di Cherubini, è il momento del
ricordo. E' la nostra preghiera per tutti i cantori defunti, alcuni dei quali ci
sono ancora particolarmente vicini, anche per le loro premature scomparse. Molti
di loro hanno costituito la struttura portante del gruppo, altri sono stati
preziosi timbri nelle proprie sezioni, altri coristi più semplici. Tutti hanno
percorso un tratto dell'esistenza di questo coro.
Il secondo un
canto di gioia: il Gloria di Vivaldi per esprimere che la musica è canto di
fede, è motivo per credere che, nonostante le vicissitudini di ogni giorno, la
certezza di essere figli di Dio ci dà la voglia di trasmettere sempre la nostra
felicità.
Per concludere i
ringraziamenti: il primo va a mio padre. Il suo cuore ancora pulsa del coro: è
stato il traghettatore dal passato alla riforma post conciliare, colui che ha
insegnato lo spirito di cordialità che ancora ci distingue. Un grazie che si
diffonde ai sacerdoti, oggi rappresentati da don Giulio e don Francesco, che
hanno sempre sostenuto e valorizzato la presenza del coro alle celebrazioni, un
grazie che raggiunge le nostre famiglie e la nostra comunità, e tutto il
pubblico che presente in sala.
Altrettanta
riconoscenza al Sindaco Giuliana Reduzzi e all'Amministrazione Comunale di Ponte
San Pietro, alla Banca di Credito Cooperativo di Caravaggio, alla Biotec Sistemi
Spa di Bergamo, alla Servizi Immobiliari Avanzati di Dalmine, al nostro
presidente Flavio Bonanomi e a tutti coloro che hanno reso possibile il
concerto.
Domenico
Gualandris
Il programma
Requiem in do
minore di Luigi Cherubini
Nel 1815 Luigi
XVIII, re di Francia restaurato dopo il tumultuoso periodo rivoluzionario e
napoleonico, chiama Cherubini a dirigere la sua cappella musicale.
Il re, volendo
rendere omaggio al fratello giustiziato vent'anni prima con tante altre vittime
della Rivoluzione, dispone che ogni anno il triste anniversario venga ricordato
con funzioni religiose.
Per la seconda commemorazione, che cade all'inizio del 1817, l'incarico di
comporre una messa funebre è affidato a Cherubini; nasce così il Requiem in do
minore, che il 21 gennaio, alla presenza di autorità e dignitari, è eseguito
nella chiesa parigina di St. Denis, dove già i rivoluzionari avevano fatto
scempio delle ossa dei re di Francia. La composizione del Requiem, dunque, è
legata a circostanze gravide di emozione; tuttavia Cherubini trascende
l'occasione contingente, fornita dalla commemorazione del re defunto, per
attingere a una dimensione superiore, a una commozione di natura universale.
La celebrazione
dell'anniversario, nelle intenzioni del nuovo re, è aliena da ogni spirito di
rivalsa; cosi il compositore dà voce alla volontà generale di riconciliazione e
informa la sua opera a un distacco, a un tono nobile e solenne nei quali si
riflette il perfetto carattere di universalità del suffragio. In quanto
espressione autentica di una collettività, il Requiem in do minore rinuncia alle
voci soliste per limitarsi solo al coro; e anche in orchestra mancano interventi
strumentali
solistici di rilievo.
La concentrazione
espressiva di quest'opera fece grande impressione sui contemporanei, che
considerarono il Requiem cherubiniano un modello esemplare; il lavoro si
guadagnò l'incondizionato apprezzamento, fra gli altri, di Beethoven, Schumann e
Berlioz (quest'ultimo assai severo, peraltro, nei confronti del musicista
fiorentino).
Gloria in Re maggiore di Antonio Vivaldi
Senza problemi,
senza disquisizioni teoriche, senza domandarsi se era giusto o meno trasformare
un testo liturgico in una specie di grande concerto, Vivaldi compone il Gloria
agendo d’istinto e crea uno dei grandi capolavori della musica sacra del ‘700.
Anch’egli cede in
qualche misura alle insidie dello “stile misto”, come quando si lascia tentare
dalle seduzioni di una fuga nel Propter magnam gloriam (ma è soltanto
l’esposizione di una fuga in tutto 19 battute) o addirittura di una doppia fuga
nel finale Cum sancto spiritu. Per il resto, lavora da par suo, e ciò da
grande operista, e da grandissimo autore di concerti. L’attacco del suo Gloria
con quel grandioso unisono dell’orchestra, assolutamente tipico di suo Concerto
per violino, è come uno straordinario biglietto da visita: questo è Vivaldi.
Davanti a una musica di questa qualità, davanti a un’intuizione così semplice e
così aggressiva, non si ha più il tempo di domandarsi se la scelta stilistica è
corretta, se è stato trovato il tono adatto alla liturgia.
Segue un momento
di delicata riflessine Et in terra pax hominibus, in cui l’orchestra
svolge un ruolo predominante. Uno stacco di archi introduce il duetto
Laudamus te, anch’esso impostato nei termini di un episodio di concerto con
due solisti dialoganti. Un brevissimo unisono del coro (Gratis agimus tibi)
precede l’accenno di fuga Propter magnam gloriam di cui si è già detto.
Ed ecco ora un
episodio solistico, l’aria per soprano Domine Deus, una delicata
siciliana; poi il coro a ritmo puntato Domine Fili e la notevolissima
aria per contralto, Domine Deus Agnus Dei, con interventi corali
sillabati. Torna di nuovo il coro con un breve ma intenso intervento in stile
accordale (Qui tollis peccata mundi). Segue l’aria per contralto Qui
sedes ad dexteram Patris accompagnata da un’orchestra che ha un ruolo
notevole e il caratteristico disegno un po’ danzante. La ripresa del tema
iniziale (Quoniam tu solus sanctus) apre la strada ad una vasta pagina,
nella forma della doppia fuga, il Cum Sacto Spiritu che conclude la
composizione.
La solennità della
conclusione, del resto di rigore, con i suoi Amen ripetuti, è un elemento
indispensabile per l’equilibrio formale della composizione. Una grande pagina da
concerto, attenta al disegno melodico.