Cappella del Collegio e dei Licei dell’Opera Sant’Alessandro

Martedì 24 maggio 2022 – ore 20.45

 

 

Concerto vocale e strumentale

per il 175° anniversario della fondazione del Collegio Sant’Alessandro

 

Programma

César Geoffray                      O MUSICA                             canone a tre voci

Camillo Moser                      LA MADONINA                     canto a 4 voci miste

Jacob Arcadelt                      AVE MARIA                           mottetto a 4 voci miste

Johann Sebastian Bach        ARIA                                       dalla suite in re maggiore

Antonio Vivaldi                     GLORIA in Re maggiore       per soli, coro e orchestra

Wolfang Amadeus  Mozart      Ave Verum                                    mottetto a 4 voci miste

 

Cappella Polifonica di Locate e Coro  Voci all’Opera

Soprano Elisabetta Viaro

Contralto Mirella Gambirasio

Maestro dei cori: prof. Domenico Gualandris

Orchestra Concentus Musicus di Bergamo

Direttore: M° Pierangelo Pelucchi

 

Presentazione del concerto (a cura di Gaia Gualandris)

Abbiamo introdotto questa serata musicale con un canone francese di César Geoffray , compositore francese dello scorso secolo: nel breve testo esprime la sua lode alla musica. E’ anche il senso del nostro incontro di stasera: celebrare il 175° di fondazione del Collegio Sant’Alessandro anche attraverso la musica, proposta dal coro delle mamme di studenti ed ex studenti del Collegio e dei Licei dell’Opera, coadiuvato dalla Cappella Polifonica di Locate, coro che partecipò anche ai festeggiamenti del 150° con un concerto in Sant’Alessandro in Colonna.
A questo brano introduttivo seguiranno altri due canti per sole voci, ispirati entrambi alla Vergine Maria, ma di genere radicalmente diverso tra loro. Il primo è un canto folkloristico, composto dal maestro trentino Camillo Moser. E' il ricordo nostalgico e delicato di un figlio che rievoca la figura della mamma scomparsa, quando, insieme a lei da bambino, andava per la stradetta di campagna su per la china del colle fino al "capitel' della Madonna. Là essi sostavano in breve preghiera, portando un mazzetto di viole in primavera oppure qualche goccio d'olio per il lumino. Dopo tanti anni egli ritorna lassù e, sebbene il capitello sia semi-diroccato e della statua della Madonna non rimanga quasi più nulla, gli sembra di udire ancora la voce indimenticabile della mamma che mormora con fede semplice, ma profonda: "Ve saludo Madonina, steme ben."
Il secondo è una celebre Ave Maria che risale molto probabilmente al XVI secolo ed è tradizionalmente attribuita al compositore franco-fiammingo Jacques (o Jacob) Arcadelt (1505-1568) che fu anche magister puerorum, cioè direttore delle voci bianche, e successivamente maestro del coro della Cappella Sistina in Roma.
L’orchestra ad archi ci ha presentato la celeberrima aria dalla Suite in Re Maggiore di Johann Sebastian Bach: un delicato momento d’ascolto che ci ha immerso all’epoca barocca, alla quale appartiene anche il Gloria di Vivaldi.
Il Gloria in Re Maggiore RV 589 per soli, coro e orchestra fu una delle prime composizioni vocali di musica sacra composte da Vivaldi tra il 1713 e il 1714.
In questo periodo Vivaldi prestava la sua opera all’Ospedale della Pietà di Venezia, un orfanotrofio femminile e aveva il compito, insieme al maestro di canto Pietro Scarpati, di comporre nuove musiche per il Coro della Pietà.
Questo Gloria è una composizione che va considerata come un capolavoro della musica sacra, è di una bellezza che va oltre ogni immaginazione: esuberante e pieno di carattere. Dimenticato per anni, fu riscoperto nel 1920 da Alfredo Casella, compositore e pianista appassionato della musica vivaldiana, che lo ripropose al pubblico nel 1939 a Siena durante “La Settimana di Vivaldi”.
Il Gloria RV 589 di Vivaldi è diviso in dodici parti, tutte molto diverse tra loro sia per musicalità, tonalità, e organico strumentale.
La composizione si apre con il Gloria in Excelsis Deo e si conclude con la fuga sulle parole Cum Sancto Spiritu che sembra sia un adattamento del movimento conclusivo di un altro Gloria composto da un contemporaneo di Vivaldi, Giovanni Maria Ruggeri, di Verona, nel 1708.
Tutte le parti solistiche sono affidate a voci femminili, visto che il destinatario della composizione era principalmente il Coro dell’orfanotrofio e pare che le ragazze dell’istituto suonassero anche tutti gli strumenti dell’orchestra.
Di Antonio Vivaldi ascoltiamo: Gloria in Re maggiore, soprano Elisabetta Viaro, contralto Mirella Gambirasio, all’oboe Rodolfo Locatelli, alla tromba Antonello Remondini. Dirige il maestro Pierangelo Pelucchi.
Vi preghiamo di riservare gli eventuali applausi al termine dell’intera composizione. Buon ascolto.