Presentazione

Sono molti i motivi per i quali si è scelto di offrire alla Comunità di Locate questo concerto di musica corale. Anzitutto il desiderio di essere presenti ai festeggiamenti per il patrono Sant’Antonino. Non è la prima volta infatti che la Cappella Polifonica ha scelto questa occasione per un concerto o per un’elevazione musicale. La prima volta fu nel 1976 in occasione del 70° di fondazione della corale, poi nel 2002 per il centenario di consacrazione della nostra parrocchiale e infine nel 2006, in questo auditorium, per il centenario della corale.

Un secondo motivo è legato al centocinquantesimo della nascita di Lorenzo Perosi, musicista che ha saputo meglio di ogni altro interpretare la riforma liturgica di Pio X, mettendo a disposizione delle scuole di canto un ampio repertorio di musica che ancora oggi costituisce una base solida di ogni corale: pensiamo alle messe Prima e Seconda Pontificalis, alle numerosissime composizioni inserite nella raccolta Melodie sacre e ai vari oratori sacri, un genere musicale eseguito in forma di concerto, senza rappresentazione scenica, ispirato alla Sacra Scrittura. Ciascuno dei due cori presenta tre mottetti di Perosi tutti legati al repertorio strettamente liturgico.

La nostra corale e la corale di Presezzo, nel 1972, promossero nella parrocchiale dei Santi Fermo e Rustico un raduno dei cori per il centenario della nascita di questo musicista. Ed ecco quindi il terzo motivo del nostro concerto: ricordare insieme quella manifestazione a cinquant’anni di distanza. L’invito alla corale di Presezzo, con la quale il nostro coro ha condiviso molti eventi, vuole esprimere anche il ringraziamento per averci permesso di presenziare lo scorso 5 dicembre ai festeggiamenti per il loro 40° anniversario di fondazione.

Infine vogliamo ricordare anche il 20° anniversario della morte del nostro storico direttore, il maestro Giuseppe Gualandris che guidò la corale dal 1938 al 1974. A lui la nostra riconoscenza per aver saputo guidare il gruppo in anni molti particolari, sia quelli della seconda guerra mondiale, sia quelli della riforma del Concilio Vaticano II e aver trasmesso ai coristi il piacere di formare un gruppo di amici che con la musica può servire la liturgia attraverso il rigore di prove anche faticose, ma sempre improntate al desiderio di cantare insieme.


 

 

1)      Iniziamo l’incontro musicale di stasera con ‘O Sacrum Convivium’ di don Lorenzo Perosi: è l’antifona al Magnificat dei Secondi Vespri della Solennità del Corpus Domini. Tratto dalla collana Melodie sacre, è divenuto da subito un brano quasi obbligato per qualsiasi coro, anche perché offre la possibilità di essere eseguito a due voci pari. La forma rispecchia un po’ quella del corale, ma è carico della sensibilità evocativa tipica di Perosi.

 

Ecco il testo in lingua italiana

0 sacro convito, nel quale Cristo diventa nostro cibo,

si perpetua il memoriale della sua passione;

l’anima nostra è riempita di grazia,

e ci è dato il pegno della gloria futura.

Alleluia, alleluia.

 

       Lorenzo Perosi O SACRUM CONVIVIUM coro a 4 voci miste e organo

 

 

2)      L’Ave Verum è un inno eucaristico che viene fatto risalire a una poesia del XIV secolo. L’inno riguarda il credo cattolico della presenza del corpo di Gesù Cristo nel sacramento deIl'Eucaristia. Perosi alterna la forma corale a quella della voce sola che esalta lo stile contemplativo.

 

Ave, o vero corpo, nato da Maria Vergine,
che veramente patì e fu immolato sulla croce per l'uomo,
dal cui fianco squarciato sgorgarono acqua e sangue:
fa’ che noi possiamo gustarti nella prova suprema della morte.
0 Gesù dolce, o Gesù pio, o Gesù figlio di Maria. 

 

       Lorenzo Perosi - AVE VERUM CORPUS coro a 2 voci miste e organo

 

 

3)      Con stile certamente diverso dai due precedenti brani, Perosi rivolge una preghiera a Maria, la bella speranza, poggiando su una dolcissima parte corale cui contrappone due strofe affidate alle voci soliste, nelle quali appare evidente l’accorata supplica alla Madonna con l’intensità di chi si affida a Maria per la ricerca di sollievo e di conforto.

 

       Lorenzo Perosi -  O BELLA MIA SPERANZA soli, coro a 4 voci miste e organo

 

 

4)      Ora un brano del nostro direttore composto in occasione del cinquantesimo di ordinazione sacerdotale di don Augusto Tassetti, curato della parrocchia di Presezzo, festeggiata nello scorso mese di agosto. Tu sei sacerdote per sempre: è l’augurio che accoglie il sacerdote nel giorno della sua ordinazione e che lo accompagna durante l’intera vita. Al ritornello caratterizzato da un andamento solenne in lingua latina, si alternano due strofe in lingua italiana con una melodia quasi salmoidale che dà all’intero brano leggerezza e freschezza.

 

       Pierluigi ZONCA — TU ES SACERDOS a quattro voci miste e organo

 

 

5)      Guido Gambarini ha legato il suo nome nell’ambiente musicale bergamasco e non solo, sia per la sua grande capacità improvvisativa all’organo sia per la sua abilità compositiva, che ha anticipato armonicamente alcuni stili dei compositori di musica sacra più recenti. Il suo Adoramus, un’antifona gregoriana usata durante la Via Crucis tra una stazione e l’altra. è un capolavoro di intensità espressiva: lo struggente “Quia per sanctam crucem tua redemisti mundum” riassume ampiamente il desiderio di preghiera durante l’adorazione alla croce nel Venerdì Santo

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo

perché con la tua santa croce hai redento il mondo.

 

       Guido Gambarini - ADORAMUS TE CHRISTE a quattro voci miste e organo

 

 

6)      Altrettanto intenso, ma con uno stile compositivo completamente diverso, è il brano Recordare Virgo Mater che presenteremo ora con le sole voci maschili. Potremmo definirlo come un solido intreccio tra espressività melodica e ricerca di sperimentazione armonica, con il comune denominatore dell’abbandono accorato nell’invocazione alla Vergine.

 

Ricordati, o Vergine Madre, di parlare a nostro favore

innanzi a Dio per stornare da noi la sua ira

 

               Guido Gambarini – RECORDARE VIRGO MATER a due voci virili e organo

 

7)      Durante il lockdown del 2020 la Corale G. David, si è fermata, ma solo come siamo sempre stati abituati a viverla: di persona, fianco a fianco e con le voci a riempire la stessa stanza. La verità è che la voglia di cantare e stare insieme continuava ad essere forte, soprattutto  in un periodo triste e provante come quello che abbiamo attraversato. Così ci siamo solamente trasformati, portando quel pezzetto di stanza colma di voci in ciascuna delle case dei nostri cantori. A fare da collante la tecnologia, diventata presto amica anche dei "meno pratici", a costo di passare un’oretta piacevole "alla nostra maniera". Grazie alla partecipazione attiva di tutti abbiamo ricreato la magia delle lezioni di canto ognuno dietro il proprio schermo, cercando di stare a tempo, di modulare la voce, di seguire lo spartito senza il compagno a fianco a tenere il segno ma ugualmente presente con una battuta e una risata. Durante il lockdown è nato anche un nuovo brano, Cantata per i Santi Fermo e Rustico, scritto dal nostro Gigi Zonca, ed eseguito per la prima volta "dal vivo" nella nostra Chiesa il 9 Agosto 2021 Festività dei ns. Patroni.

 

       Pierluigi Zonca – CANTATA PER I SANTI FERMO E RUSTICO  a quattro voci miste e organo

 

 

Nella presentazione iniziale si è accennato al 20° anniversario della morte del maestro Giuseppe Gualandris, per quasi mezzo secolo direttore della corale di Locate. Per sottolineare l’anniversario che cade il 14 novembre, il solista Bruno Rota, accompagnato all’organo da Domenico Gualandris e al violino da Gaia Gualandris, rispettivamente figlio e nipote del maestro Gualandris, eseguiranno la sua Salve Regina, composta il 10 novembre 1943.

 

       Giuseppe Gualandris – SALVE REGINA per baritono solo, violino e organo


 

8)      La Cappella Polifonica di Locate ha esordito con una lettura vocale di un brano tratto dalla Suite in Re Maggiore di Bach. Un’aria, famosa sia perché nota come Aria sulla quarta corda, nome che deriva da una trasposizione del violinista tedesco August Wilhelmj, il quale portò la composizione da re maggiore a do maggiore e la abbassò di un'ottava, in modo da poterla suonare tutta sulla quarta corda del violino, sia perché utilizzata in forma vocale come sigla del programma televisivo di Piero Angela, Superquark.

 

9)      Ecce Panis Angelorum, tratto da melodie sacre, è parte della sequenza del corpus Domini. Un semplice brano a due voci miste che si caratterizza per l’andamento melodico affidato alle due sezioni ora in modo autonomo, ora in modo contrappuntato e che si conclude con una nota lunghissima all’unisono sulla quale l’organo richiama il tema iniziale.

Ecco il pane degli angeli fatto cibo dei viandanti:

vero pane dei figli da non gettare ai cani.

Nelle figure è preannunciato, con Isacco è immolato,

quale Agnello pasquale è designato, è dato qual manna ai padri.

Buon pastore, pane vero, o Gesù, abbi pietà di noi:

Tu nutrici, proteggici, Tu fa' che noi vediamo le cose buone

nella terra dei viventi.

       Lorenzo Perosi ECCE PANIS ANGELORUM per due voci miste e organo

 

10)  Proseguiamo l’ascolto dei brani di Perosi con Ave Maria. E’ una composizione senza accompagnamento, scritta in esclusiva per la Cappella Sistina che Perosi diresse per più di 50 anni. A quattro voci miste si svolge con un’armonizzazione che partendo da un semplice accordo di sol maggiore si snoda passando con una coralità quasi sempre omofona a tonalità molto diverse.

       Lorenzo Perosi AVE MARIA, a quattro voci miste.

 

11)  Chiudiamo questa sezione dedicata a Perosi con un altro brano tratto dal repertorio scritto per la Cappella Sistina: è il famosissimo Tu es Petrus. Caratterizzato da alcuni unisoni particolarmente maestosi, si sviluppa con una polifonia molto contenuta, ma con cinque voci ben distinte, ciascuna delle quali utilizzata per la più ampia estensione vocale.

Tu sei Pietro e su questa pietra edificherà la mia Chiesa

e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa.

A te darò le chiavi del regno dei cieli.

       Lorenzo Perosi TU ES PETRUS, a cinque voci miste.

 

 

12)  Durante il lockdown la corale ha studiato il brano che ora presentiamo, chiedendo la collaborazione a distanza del maestro Pierluigi alla fisarmonica, di Matteo al piano elettrico e di Gabriele all’arpa. Si tratta del famosissimo Amazing grace (pronuncia: emesing greis). La melodia è forse di derivazione irlandese e comparve per la prima volta tra i canti popolari d'America in una raccolta del 1831. Molte sono state le rielaborazioni: ne presentiamo una a quattro voci fatta da John Newton.

Incredibile grazia, quale dolce suono

che ha salvato un miserabile come me...

Una volta ero perso ma ora sono ritrovato,

ero cieco, ma adesso vedo...

 

E' stata la Grazia che ha insegnato

al mio cuore a temere

e la Grazia, che ha sollevato le mie paure

 

Dio mi ha promesso bontà

la sua Parola rassicura la mia speranza

Lui sarà il mio scudo e la mia sorte

finché la mia vita continua

 

Una volta ero perso ma ora sono ritrovato,

ero cieco, ma adesso vedo...

 

       AMAZING GRACE (pronuncia: emesing greis) per coro a 4 voci miste.
All’arpa, Gabriele Capitanio, alla fisarmonica Pierluigi Zonca e alla tastiera Matteo Gualandris

 

13)  Ascoltiamo ora un brano di Pierluigi da Palestrina: è un versetto delle Lamentazioni della Settimana Santa affidato al coro di tre voci femminili. Evidente l’intreccio polifonico, tipico del Palestrina: le sonorità più o meno marcate sottolineano il testo in modo quasi madrigalistico.

Gerusalemme ricorda i giorni della sua miseria e del suo vagare, tutti i suoi beni preziosi dal tempo antico; ricorda quando il suo popolo cadeva per mano del nemico e nessuno le porgeva aiuto. I suoi nemici la guardavano e ridevano della sua rovina.

       Giovanni Pierluigi da Palestrina RECORDATA EST JERUSALEM a tre voci pari

 

Chiudiamo la parte riservata alla Cappella Polifonica con due brani tratti dal Requiem di Mozart: Lacrymosa, versetto conclusivo del Dies Irae, e Domine Jesu Christe. Sono due brani diametralmente opposti sia nella resa sonora, sia nell’intensità ritmica, ma entrambi rispecchiano pienamente lo stile compositivo dell’ultimo periodo di vita di Mozart.

Giorno di lacrime, quello, quando risorgerà dalla cenere il peccatore per essere giudicato.

Perdonalo, o Dio: pio Signore Gesù, dona a loro la pace.

O Signore Gesù Cristo, Re di Gloria, libera le anime di tutti i fedeli defunti
dalle pene dell'inferno e dal profondo abisso:
liberale dalle fauci del leone affinché non le inghiotta il Tartaro e non cadano nell'oscurità:
ma il vessillifero San Michele le riporti alla santa luce che un giorno promettesti ad Abramo
e alla sua discendenza.

 

       Dal Requiem di Mozart: LACRYMOSA E DOMINE JESU CHRISTE. Coro a 4 voci miste e organo

 

 I due cori uniti eseguiranno ora un brano tratto dalla Passione di San Marco di Perosi, un oratorio sacro che si compone di tre parti: la Cena del Signore, l’orazione al Monte e la morte del Signore. Et manducantibus illis rappresenta il momento più sublime della consacrazione: si coglie appieno l’intensità meditativa del sacerdote che consacra il pane e il vino che diverranno Corpo e Sangue  di Cristo. Il solista, nel ruolo del Cristo, raggiunge momenti di espressività elevati, riassunti poi, quasi come esplosione di gioia, nel Lauda Sion conclusivo. Con questo brano si conclude il nostro incontro. Ringraziando don Matteo per la disponibilità, il Sindaco e l’Amministrazione per la loro presenza, il maestro Gigi Zonca, il baritono Bruno Rota e la Corale David di Presezzo, l’organista Gabriele Capitanio, Gaia e Matteo Gualandris per la collaborazione musicale e tutti coloro che hanno contribuito a rendere possibile questo concerto, volontari dell’oratorio e amici della corale, auguriamo a tutti un buon proseguimento della Festa del nostro Patrono, Sant’Antonino. Buona serata.

 

       Lorenzo Perosi  - ET MANDUCANTIBUS ILLIS (dalla Cena del Signore) per solo, coro a 4 voci e organo.